Giovanni Boldini

L’inizio del XX secolo vide l’avvio dei lavori di bonifica di Burana e il prosciugamento del territorio vallivo che diedero impulso all’economia e creò una forte classe bracciante. La stessa che partecipò, in grande numero, alla Prima guerra mondiale con la promessa dell’acquisizione di nuovi terreni coltivabili, al termine del conflitto; promessa che però non verrà mantenuta a causa delle numerose perdite. Nel periodo della dittatura fascista Ferrara, grazie alla figura di Italo Balbo, diverrà una roccaforte del regime. Tra gli anni Venti e Trenta, la cosiddetta “Spianata” verrà trasformata nel “Quartiere Giardino”, dotato di ampi spazi verdi ed alcuni edifici ancora oggi visibili. Gli anni del primo Novecento furono anche quelli del gusto liberty, di Giovanni Boldini e di Giuseppe Mentessi. Durante il secondo conflitto mondiale la città subì ferite gravissime sotto i bombardamenti aerei. Le truppe della Resistenza pagarono con la loro azione di forza un alto contributo di sangue (famoso e l’eccidio del Castello Estense nel 1943 descritto da Bassani nel libro Una notte del ’43) mentre gli ebrei ferraresi vennero deportati nei campi di concentramento dove ben pochi fecero ritorno. Oggi Ferrara può vantare un’alta qualità della vita grazie ad una realtà vivace ricca di splendide mostre d’arte, di una raffinata stagione concertistica e varie manifestazioni sportive e culturali. Dal 1995 è patrimonio dell’’Unesco come “culla dell’’arte”.