Leonello d'Este ritratto da Giovanni da Oriolo (1447)

Già Leonello seppe imprimere alla corte un orientamento basato sugli ideali umanisti di recupero della classicità. Durante il suo breve regno giunsero a corte artisti di grande fama come Piero della Francesca, Andrea Mantegna e Leon Battista Alberti; quest’ultimo realizzerà nel 1412 il campanile dell’’attuale cattedrale secondo gli stili fiorentini. Con Borso d’Este ebbe un grande sviluppo la Scuola di pittura i cui principali capiscuola furono Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti e Francesco del Cossa. Gli anni del ducato di Borso vedono la fondazione della Certosa e la realizzazione dello straordinario ciclo di affreschi del Salone dei Mesi di palazzo Schifanoia, opera dello stesso Del Cossa. Con l’avvento di Ercole I d’Este lo splendore estense assume toni ancor più grandiosi, soprattutto grazie alla famosa Addizione che darà alla città un’importante crescita urbanistica. I duchi Alfonso I ed Ercole II  riuscirono a mantenere in piedi il ducato destreggiandosi contro temibili avversari come la Francia, l’Impero, gli Ottomani e le varie controversie religiose. Nel 1598 il glorioso dominio estense a Ferrara giunse al termine quando l’ultimo duca, Alfonso II, morto senza lasciare eredi diretti, dovette “restituire” il ducato ferrarese allo Stato della Chiesa (Devoluzione di Ferrara).