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Anna d’Este

Anna d’Este

Nacque a Ferrara nel 1531. Figlia primogenita di Renata di Francia e del duca Ercole II fu una delle maggiori figure della corte di Francia. Fin da bambina Anna ricevette un’educazione molto accurata: studiò le lettere volgari, latine e greche, la matematica, l’astronomia, la storia e la geografia ma anche la musica, il canto, la danza e la storia della pittura. Nel 1548 venne promessa al principe Francesco I di Lorena; il 28 settembre dello stesso anno, dopo lunghe trattative, venne firmato il contratto per il suo matrimonio. La giovane sposa prese la via della Francia, accompagnata dalla madre e dalle sorelle fino a Mantova. Il matrimonio venne celebrato il 16 dicembre a Saint-Germain-en-Laye vicino a Parigi e nel 1549 Anna diede alla luce il figlio Enrico di Lorena (ovvero Enrico di Guisa).
Grazie a questo matrimonio Anna divenne un membro della potente famiglia di Guisa. Nel 1550, dopo la morte del suo suocero, iniziò, assieme alla suocera Antonia di Borbone, ad amministare il patrimonio e la fortuna dei Guisa; contemporaneamente Anna ebbe il ruolo di mediatrice fra la corte di Francia e quella di Ferrara adoperandosi per gli interessi del padre. Nel 1563 il marito di Anna, Francesco di Lorena, venne ucciso. Mentre l’assassino fu catturato e immediatamente giustiziato, Anna tentò in tutti i modi di far arrestare Gaspard de Coligny, capo dei calvinisti francesi, da lei ritenuto il mandante dell’omicidio. Nei successivi tre anni la vedova fece pressioni sul re e i suoi tribunali affinchè assicurassero alla giustizia Coligny, che tuttavia fu dichiarato innocente nel 1566 dal consiglio del re. In conseguenza di ciò molti ritennero Anna la responsabile di un agguato a fuoco ai danni proprio di Coligny, nel 1572, rimasto per miracolo illeso, anche se è comunque difficile appurare quale fu il vero ruolo della principessa in questo attentato e nella conseguente strage della Notte di San Bartolomeo. Nel 1566 Anna d’Este si risposò con Giacomo di Savoia (noto uomo d’arme da sempre legato ai Guisa), a Saint-Maur-des-Fossés; ma dopo la morte del suo secondo marito, nel 1585, la principessa visse soprattutto a Parigi. L’importanza politica di Anna aumentò in seguito alla costituzione della Lega cattolica, nella quale i suoi figli ebbero un ruolo importante. Nel 1588 Enrico III di Valois fece assassinare i suoi figli maggiori e la stessa Anna venne incarcerata; le fonti, tuttavia, non dicono nulla sulla sua vita a seguito della liberazione dalla prigionia, avvenuta l’anno dopo, anche se alcuni dei suoi contemporanei la ritengono una probabile mandante dell’omicidio del re.

Nominata “regina madre” dalla Lega, Anna d’Este divenne uno dei personaggi principali nella capitale assediata dalle truppe di Enrico IV di Borbone, che dopo la conversione al cattolicesimo e la salita al trono, fu da lei riconosciuto come re. Alla morte del fratello Alfonso II d’Este, nel 1597, Anna, non accettando la successione che l’ultimo duca estense aveva predisposto, fece causa a Cesare d’Este, cugino del defunto duca, per ottenere tutti i beni della casata d’Este in Francia; dopo un lungo dibattimento con discussioni anche nel Parlamento di Parigi, il tribunale dette ragione ad Anna. Gli ultimi suoi anni di vita li passò come “Surintendante de la Maison” della regina Maria de’ Medici. Morì il 17 maggio 1607.