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Armanno Pungilupo

Armanno Pungilupo
Su Armanno, o anche Ermanno, hanno scritto numerosi storici e letterati, fra i quali Riccobaldo, Guarini e Melchiorri. Il suo nome di famiglia, secondo alcuni, un soprannome, è riportato con diverse varianti: Pongilupo, Pungilupo e Punzilovo (quest’ultima chiaramente dialettale, essendo lovo la forma settentrionale corrispondente al toscano lupo). Nel 1254 venne processato dall’Inquisizione come eretico cataro per essere poi prosciolto dall’accusa in seguito all’abiura. Armanno non ripudiò la sua antica fede e continuò a frequentare molti eretici noti della chiesa catara di Bagnolo San Vito ricevendo anche il consolament a Verona. Il 17 dicembre 1269 morì a Ravenna, dove si trovava occasionalmente. Il corpo, trasportato nel duomo della città, divenne meta di pellegrinaggio da parte di fedeli. Scoperto il suo passato di eretico, Frate Aldobrandino ordinò ai canonici della cattedrale di esumare la salma e di allontanarla dalla chiesa. A nulla servirono le resistenze e le proteste della curia vescovile; nel marzo del 1301, Frate Aldobrandino dichiarò il Pungilupo colpevole di eresia: il suo sepolcro viene distrutto con tutti gli ex-voto e le immagini a lui dedicate, le sue ossa dissotterrate, allontanate dalla cattedrale, bruciate e disperse nel Po.