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Celio Calcagnini

Celio Calcagnini

Umanista, scienziato e rimatore italiano, nacque a Ferrara nel 1479.

I Calcagnini furono una distintissima famiglia ferrarese, molto cara agli Estensi. In gioventù militò sia sotto l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo sia nell’esercito pontificio di Giulio II. Dopo un breve periodo come diplomatico al servizio del duca di Ferrara in Germania, Polonia e Ungheria, nel 1509 divenne maestro di lettere all’università di Ferrara, conservando l’incarico fino alla morte. Amico di Ariosto, di Erasmo da Rotterdam e di Niccolò Copertino nel 1520 pubblicò a Ferrara il primo scritto in italiano a confutazione del sistema geocentrico.
Guadagnata la fiducia del cardinale Ippolito d’Este, fratello del duca Alfonso I, dapprima venne nominato canonico della cattedrale di Ferrara e in seguito elevato al rango di protonotario (proprio come fu il padre, Mario Calcagnino Calcagnini). Il 28 giugno del 1519 partecipò, in qualità di rappresentante del cardinale di Ferrara, all’elezione imperiale di Carlo V. Con la morte di Ippolito d’Este, Calcagnini interruppe la sua attività diplomatica e si stabilì definitivamente a Ferrara. In seguito tornò all’insegnamento universitario e, fino al 1525, fu precettore del futuro cardinale Ippolito II d’Este (il figlio secondogenito del duca Alfonso I d’Este e di Lucrezia Borgia). Nel 1539 Calcagnini fu ambasciatore, per contro del duca di Ferrara Ercole II d’Este, presso papa Paolo III. Oltre che per i suoi studi umanistici, Calcagnini è ricordato soprattutto per aver formulato una teoria sui moti della terra (simile a quella proposta dal suo contemporaneo Niccolò Copernico) che scrisse nel trattato Quod caelum stet, terra vero moveatur, vel de perenni motu Terrae, opera pubblicata dopo la sua morte nel 1544. Morì a Ferrara nel 1541.