Santa Maria di Bocche, edificata forse già dal 589-590 in un dosso sopraelevato da alcuni canali.
Probabilmente venne costruita per voto di grazia ricevuta , forse da una esigua comunità di pescatori scampata alla peste inguinaria scatenatasi dopo le alluvioni che devastarono il Nord-Est dell’Italia nel VI secolo dopo Cristo.
Cio’ lo si capisce da quello che ci tramanda lo Scalabrini dicendoci del ritrovamento nel 1737 di una tabella lignea che riportava quanto detto sopra: D.O.M. in honorem hipapantes Theotocus Anno III.D.N. Mauritij Tiberij Caes. Plagio Sanctissimo Papa anno non. Indictione quarta Victor V.B. Episcopus ut pestis inguinaria non pertranseat fines nostros aedific – Costantinus Episcopus quarto nonas Februarij indictione octava dedicavit.
Sempre lo Scalabrini ci da anche una notizia urbanistica molto importante. Ci riferisce che il quartiere di San Romano, circa l’anno 675, fosse diviso in due parti:
1) da San Romano a San Clemente con il nome di San Romano;
2) da San Clemente a San Martino con il nome di Santa Maria di Bocche o di Buco.
Pare inoltre che all’anno 1110, l’Arciprete di San Giorgio dimorasse presso Santa Maria di Bocche e che i Vescovi durante il giorno della Purificazione venissero in barca da San Giorgio vecchio alla chiesa in questione per officiare la festività religiosa.
Questa chiesa subì numerosi danni nel 1570 con l’ormai tristemente famoso terremoto che devastò la città; essa perse quasi tutta la torre campanaria.
Venne poi restaurata e rammodernata.
Dopo l’invasione napoleonica la si lasciò andare e crollò.
Le bombe della seconda guerra mondiale poi demolirono totalmente quel poco che era rimasto.
Oggi al suo posto sorge un moderno palazzo che ospita dei civili, sotto di esso un mercatino comunale e antistante un parcheggio per una ventina di automobili.

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