Lo Scalabrini ce la descrive come parrocchiale già da prima della sua riedificazione del 1105 in Fondo Vado.
Guarini la cita come in un documento del 1187 in cui viene chiamata Canonica da Gherardo Arcivescovo di Ravenna.
Nel XVI secolo il Parroco di detta chiesa, tale Ludovico Giocoli, restaurò l’edificio lasciando una targa commemorativa dei lavori eseguiti, attaccata alla torre campanaria.
Nel 1590 avvenne lo smembramento della cura dei fedeli che vennero spostati nelle vicine parrocchie di San Martino e San Salvatore.
Nel XVIII secolo divenne luogo od ospedale dove si curava il “Morbo Gallico” che venne soppresso nel 1798 e destinato ad uso abitativo.
Venne demolita in parte nel XIX secolo e trasformata in comune abitazione così come oggi, sul luogo in cui sorgeva, Via Ghisiglieri, una targa posta dalla Ferrariæ Decus ci ricorda di questo edificio che ha visto l‘evoluzione millenaria della nostra città, conoscendola attraverso la fede e le preghiere della gente che la frequentava.

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