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Ex Carceri di san Paolo

Ex Carceri di san Paolo




Durante l’età napoleonica Ferrara contava diversi luoghi di detenzione, spesso ricavati da spazi all’interno di conventi e altri (ex) luoghi di culto requisiti da governo francese agli Ordini religiosi soppressi. Tra questi l’ex convento di San Paolo,  utilizzato dall’Ordine dei carmelitani e soppresso da Bonaparte. Nel 1798 vi venne collocata una “casa provvisoria d’arresto” per vigilare i reclusi provenienti anche da fuori città. Agli inizi dell’Ottocento le condizioni delle celle di San Paolo erano pessime e il rischio di epidemie era molto alto. Con la Restaurazione le carceri vennero ampliate e presero il nome di “carceri civili e criminali”. I lavori per la riconversione e la manutenzione dell’ex convento continuarono per tutto l’Ottocento. Il contratto di permuta del 1906 decretò la cessione da parte del Demanio al Comune di Ferrara del “carcere giudiziario di San Paolo”; il Comune, da parte sua, cedeva allo Stato un’area in via Piangipane; in quello spazio sorse il nuovo carcere cittadino, inaugurato nel 1912. Oggi nell’ex carcere di via Piangipane si trova il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS).

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