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Giambattista Boldrini

Giambattista Boldrini

Nacque a Ferrara il 16 febbraio del 1763. Soprannominato “il Robespierre ferrarese”, ebbe in moglie la Contessa Chiara Massari. Laureatosi in avvocatura si distinse ben presto per acutezza di mente ed efficacia della parola. Nel 1796 fu tra i primi fautori delle idee democratiche, tanto da essere nominato il 1° ottobre, dal Saliceti, presidente dell’’Amministrazione centrale del Ferrarese; nel dicembre di quell’anno venne inviato dai cittadini come loro rappresentante al Congresso di Reggio, ove nella memorabile giornata del 7 gennaio 1797 è tra i fautori, con il Compagnoni suo segretario, dell’invenzione del Tricolore italiano. Unita la Cispadana alla Cisalpina, il 10 agosto 1797 fu nominato Commissario del potere esecutivo nel dipartimento del Basso Po. Il 15 settembre 1798, lasciato l’ufficio di Commissariato, assunse per nomina i ruoli prima di Amministratore dipartimentale e poi di Commissario del Governo. Venne arrestato nel 1799, all’arrivo degli Austriaci a Ferrara, e portato nella fortezza di Legnago. Liberato l’anno dopo venne nominato Cavaliere della Corona di Ferro da Napoleone I e nel 1810 divenne giudice della Corte di Giustizia. Caduto il Regno si ritirò in disparte. Nel 1831, al divampare della rivoluzione, venne chiamato a far parte del governo provvisorio ma fallito il moto insurrezionale ritornò alla sua vita privata fino alla morte, avvenuta nel 1836.