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Girolamo Savonarola

Girolamo Savonarola
Nacque a Ferrara nel 1452. Venne educato fin dalla sua prima giovinezza dal nonno Michele, un medico dai rigidi principi religiosi e morali. La vocazione religiosa lo indusse a lasciare la casa paterna e a interrompere gli studi di medicina, per entrare nell’ordine dei domenicani, nel convento di S. Domenico a Bologna. Compiuti poi i suoi studi teologici a Ferrara, Girolamo venne trasferito a Firenze. A San Gimignano, tra il 1485 e il 1486, formulò pesanti predicazioni contro gli abusi e le lussurie della Chiesa di Roma. Allontanatosi da Firenze vi ritornò nel 1490 su insistenza di Giovanni Pico della Mirandola, presso Lorenzo de’ Medici. Qui, ispirandosi ai libri profetici e all’Apocalisse di Giovanni denunciò gli abusi del governo mediceo, ritenuto dal frate tirannico, sostenendo un modello teocratico. Nel 1497 fu scomunicato da papa Alessandro VI e l’anno dopo fu impiccato e arso sul rogo, in Piazza della Signoria, come «eretico, scismatico e per aver predicato cose nuove», e le sue opere furono inserite nel 1559 nell’Indice dei libri proibiti. Notevole è l’importanza di Savonarola come scrittore, nelle Prediche, soprattutto, ma anche nel Trattato circa il reggimento e governo della città di Firenze.