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Il mago Chiozzino

Il mago Chiozzino




Al termine della via del Turco, si trova un volto chiamato “del Chiozzino”, dal nome dello stravagante ingegnere Bartolomeo Chiozzi che abitava in un palazzetto austero proprio nei pressi di questo volto. Bartolomeo Chiozzi era giunto a Ferrara dalla città di Mantova ed era un tipo riservato, taciturno tutto preso com’era dai suoi studi. Era accompagnato da un fedele servitore e garzone, Magrino, suscitando curiosità e disagio negli abitanti del rione. Per le sue stranezze l’ingegnere appariva come un personaggio malefico: si diceva che rovistando in cantina, avesse scovato un libro di formule magiche per evocare il demonio e stringere con lui un’alleanza. Ben presto cominciò a girare il sospetto che il signor ingegnere avesse venduto l’anima al diavolo diventando il Mago Chiozzino. Una mattina, seguito dal suo servitore, giunto alla chiesa di San Domenico gli venne voglia di entrare; con una scusa mandò a casa il servitore ed entrò. Mentre riceveva la benedizione, giunse Magrino che, non riuscendo ad entrare e preso da un moto di rabbia, diede una zampata sulla porta, correndo poi via nel Barco diventando da allora ‘l’urlòn dal barch’. Il segno della zampata lo si può ancora vedere.

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