Articolo di Antonio Caggiano, tratto da ‘La pianura’

La parte antica della chiesa – Foto di Elena FlowerPower su Pinterest

Il mistero dei “Templari”, risalente a oltre 900 anni fa (l’Ordine degli storici cavalieri di Terrasanta nacque ufficialmente nel 1128 con il Concilio di Troyes e si dissolse nel 1311 con il Papa Clemente V) è tale perché i documenti che ne stabiliscono l’iter non esistono più. E quanto ha sottolineato il prof. ing. Adolfo Melchionda – studioso internazionale della materia – nel corso di un meeting a Ferrara (presso l’Hotel Astra) della “The international association of Lions Clubs – Distretto 108 Tb. Italy”, e specificatamente del Lions Club “Mirabello-Biagio Rossetti”, nella sua prima tornata del 1994.

Nell’ambito della seduta di questo Lions – il cui presidente è la prof. Paola Covoni – sono stati tracciati i punti fondamentali della vita dell’Ordine, che nei primi momenti medievali divenne una grande potenza in Europa: nato come difensore del Sacro Sepolcro, si mosse con una ferrea disciplina militar-religiosa e si impose sul piano social-economico-politico, per poi tramontare e di nuovo risorgere nel XIX secolo con intrecci sul piano dell’occultismo.

Ferrara ospiterà nel mese di Ottobre ad Argenta il XII Congresso di “L’Arti” (Libera Associazione ricercatori Templari italiani) con delegato per l’Emilia-Romagna il ferrarese Conte Paolo Sturla Avogadri, che ha già pubblicato su questa Rivista articolo sull’insediamento dei Templari a Ferrara (numeri 4/79 e 3/ 87). Ricaviamo dalla “Guida all’Italia dei Templari” di Bianca Capone, Loredana Imperio, Enzo Valentini, quanto è riferibile alla città di Ferrara, ed in ispecie per il chiostro restaurato della Chiesa di S. Maria del Tempio o della Roxa: “Il 9 dicembre 1156 papa Adriano IV scrivendo al vescovo di Ferrara, Griffone, a proposito di una lite concernente la “massa di Formignana”, nomina i Templari. Possiamo quindi dedurre che la

presenza dell’Ordine del Tempio di Ferrara è anteriore a questa data. Il nome della chiesa templare è chiaramente espresso in una bolla di Nicolò V del 6 dicembre 1448 in cui si legge: Santa Maria olim appellata de Tempio vel deforis mine de la Roxa seu de guazatorio posita extra muros civitatis Ferrariae supra foveam…“.

Vi sono, inoltre altri documenti riguardanti i Templari ferraresi ed i loro insediamenti:

– il Papa Innocenzo III il 30 luglio 1207 invia una lettera al vescovo di Modena ed all’abate di Nonantola in merito all’interdetto lanciato sulla città di Ferrara e dintorni (5 miglia), e la scomunica nelle isole dello stesso distretto per i danni inflitti al monastero di Pomposa. Le pene dovevano essere osservate anche dai Templari e dagli Ospedalieri di Ferrara;

– il marchese Obizzo d’Este, nel suo testamento del 1292, nomina come beneficiaria “la chiesa di S. Maria del Tempio”;

– nel 1297 anche Ubaldino Fontana nel suo testamento beneficia la “domus sive collegium dominorum fratrum de Tempio” di S. Maria della Rosa e nello stesso documento è pure menzionato l’ospizio di “Sancti Johannis de Tempio”, che era l’Ospedale della Trinità di Ferrara, divenuto, solamente nel 1338, commenda dell’Ordine di Rodi, poi di Malta.

Alcuni storici attribuiscono ai Templari anche la chiesa di S. Maria Annunziata di Betlemme, ora parrocchiale di Mizzana, alla periferia della città, dove fu sepolto il nobile Guglielmo III degli Adelardi”.

E per ciò che riguarda le leggende? Sempre dallo stesso testo ricaviamo: “Nel quartiere di S. Romano, in via Carbone, esiste l’antica chiesa di S. Giacomo, dove nel Medioevo i nobili che stavano per ricevere le insegne ed essere armati cavalieri, trascorrevano la veglia d’armi. Uno storico del ‘600, Marcantonio Guarini, sostiene che la chiesa sarebbe stata fondata dalla famiglia de’ Pagani di Ferrara, originaria della Francia, che aveva fra i suoi antenati il primo maestro del Tempio Ugo de Payns e afferma che il fondatore dell’Ordine del Tempio è sepolto proprio nella chiesa di S. Giacomo”.

Adolfo Melchionda nella sua relazione ferrarese, fra l’altro, osserva (e noi ovviamente sintetizziamo):

“I Templari furono contro due forme di potere: politico e religioso. Furono combattuti dal Papato e dal regno di Francia. Tutti i ricercatori che hanno tentato di sollevare il velo sui Templari hanno effettuato ricerche storico-cronologico (nascita/morte), dimenticando che non avrebbero mai reperito i documenti che sono accuratamente nascosti. Ma che cosa cercavano di sapere i Templari? Volevano sapere in quali condizioni si trovava la società loro contemporanea, ed in effetti era una condizione quanto mai precaria. Basta pensare che negli anni 800 i costruttori finiscono per ignorare la tecnologia costruttiva dell’arco, nota dai tempi degli Assiri e Babilonesi. Sono gli anni delle Crociate: Ugo de Payns e il futuro confratello Ugo de Champagne effettuarono ben due viaggi in Terra Santa in evidenti azioni esplorative, prima di chiedere nel 1118 la “patente” per l’Ordine della “milizia dei poveri soldati di Cristo e del Tempio di Salomone”. I cavalieri del Tempio, dal momento della fondazione dell’Ordine e per 10 anni (fino al 1128) non sentono il bisogno di ingrossare il loro gruppo operativo, costituito di 9 unità. Ufficialmente si sono assunti il compito di assistere i pellegrini che sbarcano in Terra Santa e vengono vessati dai predoni. I “nove” vengono accolti da Baldovino II di Gerusalemme in un’ala del suo Palazzo (Masjid-al-Aqsa) sorto sulle rovine del tempio di Salomone, e non si muovono più da lì. Nel 1125, quando li raggiunge Ugo de Champagne, Baldovino si era ritirato nella torre di Davi lasciando libero l’intero Palazzo ai Templari che, da allora, assumono la denominazione di “Cavalieri del Tempio”.

1 cavalieri partono per la Francia nel 1128. Con loro fiorisce in modo particolare il “Gotico”. Nel contatto con gli islamici i Templari conobbero la corrente esoterica del Sufismo, che aveva tradizioni iniziali che risalivano agli Esseni, di cui Cristo – è ormai certo – fosse adepto. Trovarono l’Arca? Della quale la vera capacità era di mantenere la carica di elettrostatica conferita per contatto con i fulmini tramite le antenne ai 4 spigoli, e fungere da condensatore statico per le pareti metalliche (oro) che contenevano un isolante (legno di balsa). È noto che i Templari inviarono via mare parecchio materiale in continente. Mandarono delle pietre sbozzate per erigere una costruzione nei pressi di Montarice nota per strani fenomeni.

I colori filosofici dei Templari erano il bianco ed il nero (bene/male), ma rossa era la loro croce.

Molti documenti riguardanti i Templari furono trovati ma poi di nuovo smarriti. L’Ordine tendeva a porsi al di sopra delle lotte di parte e con mire profetiche. Tra il 1307 e il 1311, quando ha inizio l’ultimo atto della lotta dei re di Francia contro i Templari, questi nascosero persone e documenti. Epurazioni si ebbero in modo particolare in Italia ed in Francia. Molte le case allestite dai Templari, una S. Maria del Tau si trova oggi nella Piazza dei Miracoli di Pisa. Confluenze si ebbero verso il sacro militare Ordine di Malta.

Ai “9” iniziatori, infatti, si erano aggiunti nel tempo migliaia di cavalieri che volevano operare per la S. Chiesa. Novemila le case in tutta Europa, con la Casa Madre a Parigi, quando giunse la bolla papale che scioglieva l’Ordine, gli adepti si mutarono in “Cavalieri di Cristo”.

Il Melchionda ha anche fatto conoscere i simboli, e con disegni e piante ha ricostruito riti e vessilli. A lui rimandiamo per ogni completamento di una secolare storia – impossibile da compendiare in un semplice articolo – e per l’integrazione ad una vasta bibliografia che comprende anche lavori dei ferraresi Silvano Panunzio (direttore a Roma di Metapolitica) e del già citato Paolo Sturla Avogadri.