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La scodella di San Giuseppe

La scodella di San Giuseppe

Santa Caterina al secolo Caterina Vegri (1413 – 1463) nacque da una famiglia di persone molto istruite.
A Ferrara si unì ad una istituzione religiosa che, dopo il suo ingresso accettò la regola delle Clarisse.
Fu poi chiamata a Bologna a dirigere la fondazione di un convento in questa città e a lavori terminati, nel 1456, se ne ritornò nella sua Ferrara accolta anche dal cardinale Bessarione.
Durante la sua permanenza al monastero ferrarese del Corpus Domini, furono numerose le vocazioni e la struttura dovette espandersi ad alcuni edifici adiacenti.

Durante la sua vita monastica le furono affidati differenti compiti, uno dei quali, quello di portineria ed un bel giorno, pare si presentò un uomo anziano per chiedere l’elemosina, si trattava di un pellegrino di ritorno dalla Terra Santa. Possiamo solo imamginare quante domande la vegri gli fece sulla terra così sacra per tutti i cristiani. L’anziano uomo stette li a lungo per dare risposte esaurienti alla pia donna, che avidamente ascoltava per fare tesoro di quelle informazioni.

Prima di congedarsi dalla religiosa, il vetusto uomo, estrasse dalla bisaccia un contenitore, che si dice fosse in un materiale sconosciuto, trasparente, raccontandogli che era la scodella era la stessa con cui la beata Vergine dava da bere a suo figlio Gesù quando lui era piccolo.
L’uomo, disse che l’avrebbe lasciata in custodia alla vegri per qualche giorno, per poi ritornare a prenderla prima di continuare il viaggio oltre Ferrara.
Possiamo solo immaginare quale fu la gioia della pia religiosa ad aver in deposito quell’oggetto così sacro.
l’uomo non si palesò mai più e così, Caterina Vegri, pensò che quello fu un dono che il suo Sposo Divino gli volle fare attraverso San giuseppe, che ella identificò con l’anziano viandante.
Nulla si sa, se la santa donna ebbe delle rivelazioni mistiche sull’uomo, ma da quel momento sviluppò una grande devozione per il Santo Patriarca.
Prima che la religiosa se ne dovette andare a Bologna, lasciò la reliquia alle sue consorelle su condizione che esse la restituissero al pellegrino qualora si fosse palesato presso il Corpus Domini, contrariamente, l’avrebbero dovuta esporre alla pubblica devozione, il giorno di San Giuseppe, ossia il 19 marzo.
La tradizione vuole che al solo contatto di quella santa reliquia, molte persone in Ferrara godettero di guarigioni miracolose.