Le mura di Ferrara

Le mura di Ferrara

di Marco Ardondi

Sono solo quattro, in tutta l’Italia, le città il cui centro storico è rimasto quasi completamente circondato dalle mura che, a loro volta, hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli: Bergamo, Lucca, Grosseto, Ferrara. Con un viaggio a ritroso nel tempo, vi racconterò in questo breve articolo la storia delle mura della nostra bella Ferrara.

Il Castrum di Ferrara

All’incrocio tra la via Coperta e via Voltacasotto, nella cosiddetta Casa del Capitano, uno scavo archeologico mise in luce una porzione di quella che potrebbe essere il muro di cinta del primo impianto urbano di Ferrara. Sulla base dei materiali rinvenuti si è quindi identificata la struttura dell’antico Castrum bizantino (risalente al VII secolo d.C.) e, con una certa approssimazione, tracciato il percorso delle mura originarie. Tuttavia, per la scarsità di documenti, tra il VII e il IX secolo non si hanno notizie che ci illuminino sugli eventi storici e sull’assetto urbano della città. Nel 1135, dopo la costruzione della nuova Cattedrale (che portò all’abbattimento di un tratto delle antiche mura), Guglielmo II degli Adelardi (1120-1185) creò la prima fortificazione perimetrale a difesa dell’area del potere cittadino. Inizialmente vennero realizzate le mura a nord, in conseguenza del sorgere della Cattedrale, poi si sarebbe costruito un tratto di muro rettilineo dalla torre del Leone a quella di S. Agnese; quest’ultimo tratto venne proseguito congiungendo le mura con la torre di S. Maria in Vado. A seguito della morte di Guglielmo II, a Ferrara si susseguirono varie lotte per il controllo della città tra le famiglie più potenti, come gli Adelardi, i Torelli, i Salinguerra e gli Este: celebri alcuni nomi di questi personaggi, come Salinguerra Torelli (XII secolo – 1193), Marchesella Adelardi (1177-1186), promessa sposa ad Obizzo I d’Este (1110-1193), Azzo VI d’Este chiamato anche Azzolino (1170-1212) e infine Obizzo II d’Este (1247-1293).

Niccolò II d’Este

Sotto la signoria di Niccolò II d’Este (1338-1388), Ferrara iniziò a diventare una splendida città. A Niccolò si deve la commissione all’architetto Bartolino da Novara della fortezza extramuraria di Castelvecchio (il Castello Estense per intenderci), da affiancare alla Porta dei Leoni, e la realizzazione della prima vera addizione.
Dopo la morte del marchese, nel 1388, il governo della Signoria passò nelle mani del fratello Alberto V d’Este (1347-1393) il quale, dopo breve reggenza, la lasciò a favore del figlio Niccolò III d’Este (1383-1441). Niccolò III farà riedificare le mura dalla parte di sud-est, prolungandole in linea retta fino al Po. Niccolò III, più che per le imprese belliche e politiche, sarà ricordato per la sua intensa attività amorosa e la tragedia di Ugo (uno dei figli avuto da Stella de’ Tolomei) e Parisina.

Il duca Borso d’Este

Tra i figli, tre in tutto, avuti dall’amante Stella de’ Tolomei, ci furono anche Leonello e Borso. Leonello d’Este (1407-1450), per la breve durata che ebbe la sua Signoria, non opererà nessuna modifica alla cinta fortificata. Lo farà invece il fratello, Borso d’Este (1413-1471), raccogliendo l’eredità marchionale. Borso, appena assunto il potere, fece allargare la cinta cittadina nella parte meridionale, includendovi in essa anche l’isola che ospita (ancora oggi) il convento benedettino di Sant’Antonio in Polesine; in questa cinta fortificata Borso farà aprire tre porte, quella di San Giorgio, dell’Amore e di San Pietro. Spendendo poche parole su Borso, si può dire che la sua corte fu il centro della Scuola di Pittura di Ferrara, cui appartenevano artisti del calibro di Francesco del Cossa, Ercole de’Roberti e Cosme Tura. Alla morte di Borso, nel 1471, l’eredità ducale della Signoria passò al fratello

Ercole I d’Este

Ercole I d’Este (1431-1505), uno dei principali mecenati e uomini di cultura del Rinascimento. Sotto la sua reggenza, Ferrara divenne una delle principali città d’Europa, anche grazie ai numerosi artisti e letterati che vi affluivano, come Matteo Maria Boiardo e Ludovico Ariosto. Oltre che mecenate Ercole fu molto attivo nell’urbanizzazione della città; la realizzazione dell’Addizione Erculea verrà affidata al celebre architetto di corte, Biagio Rossetti (1447-1516), il quale realizzerà un ambizioso progetto urbanistico; ampliare la città verso nord avvalendosi di due assi viari importanti, la Via degli Angeli e la strada dei Prioni (oggi Corso Porta Mare, Corso Biagio Rossetti e Corso Porta Po). Per difendere questa zona dagli attacchi dei veneziani (nemici per antonomasia degli Estensi), verranno erette le mura settentrionali, chiamate “rossettiane”, contraddistinte da torricini semicircolari e da un lungo cammino di Ronda per le sentinelle.

Oggi le mura di Ferrara, con i loro nove chilometri di estensione, rappresentano un itinerario affascinante, da fare a piedi o in bicicletta, sia da un punto di vista dell’architettura militare (lo stesso Michelangelo, in visita a Ferrara, ebbe modo di studiare le fortificazioni estensi), sia per il contatto con la natura che le avvolgono e le rendono uniche.