Leonello d’Este

Leonello d’Este
Leonello d’Este

di Marco Ardondi

Leonello d’Este, marchese di Ferrara, nacque il 21 settembre del 1407, dagli amori di Niccolò III d’Este con Stella dei Tolomei dell’Assassino.

Benché figlio illegittimo, fu educato culturalmente dall’umanista Guarino Guarini da Verona, sotto la quale il giovane Leonello acquisì conoscenze grammaticali, retoriche, storiche, filosofiche e morali, e poi militarmente dal capitano di ventura Braccio di Montone. Dopo aver militato per due anni sotto Braccio di Montone, tornò a Ferrara, dove fu spettatore della tragica morte del fratello maggiore Ugo Aldobrandino (1405-1425), già destinato alla successione dal padre Nicolò III, e della matrigna Parisina Malatesta. Leonello divenne il successore più probabile alla signoria, a scapito del fratellastro Meliaduse, maggiore di età, ma costretto dal padre Niccolò ad intraprendere la carriera ecclesiastica.

Nella vita del marchese Leonello, ci furono, seppur brevi, due matrimoni. Il primo, legato da stretti legami soprattutto economici, tra la Signoria d’Este e quella di Mantova, venne celebrato nel 1435 con la figlia di Gianfrancesco Gonzaga, Margherita (1418-1439); grazie a questa relazione amorosa, Leonello divenne ufficialmente il successore, nonostante la nascita dei fratellastri Ercole I nel 1431, e Sigismondo, nel 1432, figli della terza moglie del padre, Ricciarda di Saluzzo. Il matrimonio tra i due, però durerà poco tempo: la moglie, già di salute cagionevole, morirà nel 1439, un anno dopo aver dato alla luce il figlio Nicolò (1438-1476). Due anni dopo, rimasto nel frattempo vedovo, Leonello perderà anche il padre. Dal 1439 fino al 1444, anno del suo secondo matrimonio, il marchese ebbe diverse relazioni amorose con amanti.

Margherita Gonzaga dipinta dal Pisanello

Nel 1444, dopo trattative non concluse con Bianca Maria Visconti, Leonello sposò in seconde nozze Maria d’Aragona (1425-1449), figlia illegittima del re di Napoli e Sicilia, Alfonso V, morta senza figli nel 1449.

L’anno successivo, a soli quarantatré anni mentre si trovava nella Delizia di Belriguardo, muore Leonello. Il dolore sincero di tutto il popolo fu grande. Oggi, il corpo del marchese è sepolto a Ferrara nella chiesa del monastero del Corpus Domini.

Ottimo politico e amministratore dello stato Estense, di animo mite e di umanissima comprensione Leonello si distinse soprattutto nel campo della cultura, intrattenendo rapporti epistolari con i massimi letterati di quel tempo. Ridiede slancio all’università di Ferrara, fondata dal marchese Alberto V d’Este, facendo della città estense un punto di richiamo per letterati e studenti provenienti da tutta Italia e da molte città d’Europa.

Sotto il ducato di Leonello, inoltre, saranno chiamati i più illustri maestri come Antonio Pisano, meglio noto come Pisanello (autore del famoso Ritratto di Lionello d’Este, 1441), Jacopo Bellini, Andrea Mantegna e Leon Battista Alberti; quest’ultimo, su commissione del marchese, comporrà il trattato De re edificatoria. A Leonello si deve inoltre la costruzione dell’antico ospedale Sant’Anna, fatto erigere con il sostegno del frate gesuato Giovanni da Tossignano e ancora oggi esistente.

Con Leonello, principe colto, giusto e umanista si spense la personalità più completa e spiccata di casa d’Este, l’uomo che seppe generosamente indulgere ai piaceri genuini dello spirito, accordando alla cultura una funzione di civiltà mai concepita alla corte estense. Curò i problemi della cosa pubblica e le relazioni politiche con le potenze italiane, assicurando al suo stato e, per quel che poté, all’Italia il beneficio della pace. Grazie a lui Ferrara divenne un centro importante di cultura e di umanesimo che avrà il suo massimo splendore prima con Borso e poi con Ercole I d’Este.