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Luigi Borsari

Luigi Borsari

Giureconsulto e patriota, nacque a Ferrara nel 1804. Nel 1824 si laureò col massimo dei voti in legge a Bologna. Tornato a Ferrara, esercitò dal 1828 al 1840, con successo, l’avvocatura ricoprendo tra l’altro la carica di difensore dei poveri. Nel 1845 venne quindi nominato professore presso la pontificia università di Ferrara dove insegnò varie discipline giuridiche. Uomo di ferma fede cattolica ma animato da sentimenti liberali, Borsari dapprima appoggiò l’atteggiamento assunto dal papa Pio IX nei primi due anni di pontificato ma, nel giugno del 1848, in un articolo sulla Gazzetta ferrarese, criticò le scelte del governo pontificio in materia di riforme, in particolare la legge sulla libertà di stampa. Successivamente venne eletto deputato di Ferrara al Consiglio dei deputati. Nel 1849 fece parte della magistratura cittadina la quale rifiutava la restaurazione del governo pontificio imposta dagli austriaci; per questo atteggiamento venne privato della cattedra universitaria ritornando così a esercitare l’avvocatura e dedicarsi agli studi di diritto. Nel 1861 fu eletto deputato nella 7ª Legislatura dal collegio di Argenta mentre dal 1860 al 1862 fu consigliere di Corte d’appello e, contemporaneamente, professore di diritto civile a Bologna. Nel 1862 fu consigliere di Corte d’appello a Firenze, poi a Genova e Torino e nuovamente a Firenze, carica che esercitò fino al 1878, anno in cui andò a riposo per limiti di età. Morì il 18 aprile 1887.