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Nello Quilici

Nello Quilici




Rimasto orfano del padre all’età di undici anni Nello si trasferì con la famiglia a Modena. Nel 1910 si iscrisse al “Regio Istituto di Studi Superiori Pratici di Perfezionamento” di Firenze, dove si laureò nel 1914. La carriera giornalistica inizia nel 1909 con la collaborazione al giornale La Voce. Due anni dopo, durante il soggiorno a Bologna, venne assunto come caporedattore del giornale Patria. Allo scoppio della Grande Guerra venne arruolato come sottotenente d’artiglieria ed inviato a combattere sul Carso. Dopo il congedo riprese il lavoro di giornalista come corrispondente da Zurigo del Tempo e de il Resto del Carlino diventandone direttore nel 1921, pochi mesi dopo la morte della moglie. Nel 1923 lasciò l’incarico di direttore e si trasferì a Roma; coinvolto nel delitto Matteotti venne poi assolto. In quel periodo incontrò Italo Balbo il quale gli propose di collaborare ad un piccolo giornale di provincia. Quilici, per allontanarsi da possibili ritorsioni, accettò e si trasferì a Ferrara come caporedattore del Corriere Padano. Nel 1929 sposò la pittrice Emma Buzzacchi dalla quale ebbe i figli Folco e Vieri. Collaborò a lungo col podestà Renzo Ravenna, del quale sostenne le numerose iniziative culturali. Nel 1940, due giorni dopo l’ingresso in guerra dell’Italia, si recò sul fronte libico come capitano di complemento dell’Aeronautica . Il 28 giugno di quell’anno l’aereo sul quale il giornalista si trovava, assieme a Italo Balbo, Lino Balbo ed altri collaboratori, fu abbattuto nel cielo di Tobruch dalla contraerea italiana; tutti i passeggeri perirono.