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Ramberto Ramberti

Ramberto Ramberti

Nato a Ferrara nel 1247 e deceduto a Mantova il 14 novembre del 1312.

Discendente della nobile e antica famiglia ghibellina Ramberti. Fu filoimperialista pure lui e ricoprì la carica di podeastò di Brescia.
Fu nominato capitano di Bologna nel 1305 e combattè contro il guelfo Azzo VIII d’Este.
Nel 1306 con l’affermarsi dei Lambertazzi, guelfi bianchi, Ramberto fu costretto all’esilio e grazie al supporto di Alboino della Scala signore di Verona e del signore di Mantova, guido dei Bonacolsi, riuscì ad occupare alcuni paesi del Polesine controllato dagli Este, il tutto con l’importante aiuto di Francesco d’Este in lizza con il fratello Azzo.




Tentò di conquistare Ferrara nel luglio del 1306 ma venne respinto e nel 1309 si alleò con il cardinale Arnaud de Pellegrue che fu inviato dal papa ad Avignone con l’incarico di legato per recuperare la città di Ferrara che nel frattempo si era ribellata a Fresco d’Este.

Riuscì poi nel 1310 a fare irruzione a Ferrara e fece strage di fedeli guelfi e di partigiani di Francesco d’Este ma alla fine venne costretto alla fuga.
Ricoprì la carica di podestà di Modena a partire dall’agosto del 1312 per conto dei Bonacolsi. Morì poco dopo.

Sposò Margherita di Almerico dei Lavellongo. La loro figlia Richilda, (1269-1319) sposò Ludovico I Gonzaga primo capitano del popolo della città di Mantova, capostipite della dinastia dei Gonzaga.