Sant'Apollinare e San Clemente - FERRARA NASCOSTA - Il portale dei monumenti di Ferrara Jump on the link

Sant’Apollinare e San Clemente

Sant’Apollinare e San Clemente

Da via Ghisiglieri a via Gioco del Pallone – Scomparsi anche i resti del Varella fondatore degli Scalzetti beatificato nel 1905 a Roma

di Giorgio Franceschini

Sant’Apollinare – Sulla facciata della casa in Via Ghisiglieri, segnata con il cn. 15, la «Ferrariae Decus», diversi anni fa, fece collocare questa lapide:

«Queste case sorgono sui ruderi dell’antichissima Chiesa di San’Apollinare,
la quale dava il nome a questa Contrada dominata, tra i secoli XI e XIII,
dalla famiglia dei Falzagalloni che in tal Chiesa,
davanti l’altar maggiore aveva sepolcro».

All’infuori di questa lapide, nessuna traccia rivela al passante l’esistenza in loco di una antica chiesa. La cortesia degli attuali proprietari, sig.ri Gadda, potrà, invece, consentire di ritrovarenell’interno e, soprattutto, nel cortile, alcune strutture della scomparsa chiesa di Sant’Apollinare (da non confondersi, quindi, con l’Oratorio della Annunziata al n. 47 di Via Borgo di sotto, che i nostri vecchi denominavano «la Ciesa d’la mort’» o anche di S. Apollinare. Particolarmente interessante il muretto semicircolare che delimita il cortile e chiaramente appare come la base del muro perimetrale dell’abside.

Sant’Apollinare era già Parrocchia nel 1278. Venne riedificato nel 1505 e restaurato nel 1521, come ricordava una lapide posta nella torre campanaria. Nel 1590 la Parrocchia venne soppressa e la cura delle anime affidata alle vicine Parrocchie di San Martino e San Salvatore. Attigua alla Chiesa venne costruito un Ospedale che nella seconda metà del ‘700 accolse il Conservatorio delle zitelle di S. Matteo, che si trasferì nell’800 presso la Chiesa della morte. Per una cinquantina d’anni, sino alla soppressione delle Congregazioni religiose del 1798, nel conventino di Sant’Apollinare vivevano alcuni frati della penitenza di Gesù Nazzareno detti anche «Scalzetti». Con l’avvento della Repubblica Cisalpina, Sant’Apollinare, che era adornato da tele del Bastarolo, dell’Avanzi e di Sigismondo Scarsella, venne ridotto a magazzino e il campanile fu abbattuto; mentre la casa religiosa fu destinata a civile abitazione. Le ossa dei morti vennero trasportate a Santa Maria in Vado e così anche i resti del Varella, il virtuoso fondatore degli Scalzetti. Sicché quando nel 1905 si iniziò il processo di beatificazione del Varella e da Roma si chiesero notizie del suo sepolcro e delle ossa, si dovette rispondere che le ossa, espurgate insieme ad altri resti delle Chiese, erano state poste alla rinfusa nell’ossario comune della Certosa.

San Clemente – Sin dalla seconda metà del X° secolo esisteva in Via Giuoco del Pallone una Chiesa Parrocchiale dedicata a San Clemente; per questo la via era anticamente conosciuta anche col nome di «Strada di San Clemente». Nessuna traccia è rimasta di questa Chiesa che lo studioso ferrarese Melchiorri, al principio del secolo, ubicava sul luogo ove trovavasi la casa dell’Avv. Benini; casa distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e che era posta dove ora è l’edificio della scuola media Garibaldi. Stando alla pianta del Bolzoni, San Clemente probabilmente occupava una parte dell’area dell’attuale scuola media e l’area dell’attiguo edificio di proprietà Scanavini, segnato con il cn. 10.

La scomparsa casa Benini, secondo il Melchiorri, nella sua struttura, presentava la forma di una Chiesa e nel cortile si rintracciavano lapidi mortuarie, un pozzo marmoreo, un tronco di colonna e ossa umane; e anche nei sotterranei della casa Scanavini, una cinquantina di anni fa, si trovavano nicchie e ossa. Forse il vecchio muro perimetrale della Scuola Garibaldi, in Via Romiti, è l’unico ricordo delle adiacenze di San Clemente. La Chiesa si apriva su via Romiti; nel 1381, a seguito di un incendio che distrusse un intero quartiere da San Clemente alla porta di San Romano, crollò il campanile e parte dell’edificio. Nel 1574 il Visitatore apostolico Maremonti, Vescovo di Utica, dispose che S. Clemente venisse aperto ad Oriente e cioé sull’attuale Via Giuoco del Pallone. Tra il XII° e il XV° secolo, la parrocchia venne retta prima da monaci provenienti da S. Stefano di Bologna, poi da una congregazione. In seguito venne istituita in San Clemente la «Fratellanza della Carità» che aggregava i parroci della Città e altri Sacerdoti. Durante il napoleonico Regno d’Italia, nel 1806, in occasione della riduzione del numero delle Parrocchie, quella di S. Clemente venne aggregata alla Parrocchia di San Gregorio. La soppressione della Parrocchia coincise con l’abbandono totale dell’edificio e la costruzione della casa Benini.