Strane peregrinazione delle opere artistiche di S.Maria di Bocche - Il portale dei monumenti di Ferrara, Castello Estense, Palazzo dei Diamanti, Casa Romei Jump on the link

Strane peregrinazione delle opere artistiche di S.Maria di Bocche

Strane peregrinazione delle opere artistiche di S.Maria di Bocche

di Giorgio Franceschini

In via Giuoco del Pallone, per quasi un millennio, esistette la Chiesa di Santa Maria della Purificazione: poichè essa sorgeva nei pressi di un canaletto le cui «bocche» scaricavano acqua nel lontano Po, la Chiesa venne anche chiamata «Santa Maria di bocche» e anche «Santa Maria del buco». Così la via anticamente era chiamata «Strada di Santa Maria delle bocche», «Strada di San Clemente» (questa ultima chiesa sorgeva proprio di fronte a S. Maria) e «via di bocca canale». Antiche memorie raccontano che S. Maria di bocche venne costruita addirittura nel 538; altre nell’860. Certo è che da un atto rogato nel 1110 appare che la chiesa in quell’anno già esisteva e che vi dimorava l’Arciprete di S. Giorgio transpadano. Nel 1278 Santa Maria era annoverata tra le 28 Parrocchie della città. Più di due secoli fa, nel 1754, l’Arcivescovo Card. Crescenzi, constatato lo stato di decadenza della chiesa, soppresse la Parrocchia e fece trasportare gli arredi sacri e l’organo nella chiesa di San Romano. In S. Maria di bocche rimase, per alcuni decenni, la Confraternita della SS. Trinità e di S. Giobbe (la chiesa era, infatti, dedicata anche a S. Giobbe) sino a che si trasferì in S.Apollinare. S. Maria andò in completa rovina ai primi dell’800 (la campana migliore venne portata in S. Matteo in via Montebello) e nel 1832 un prete faentino, tale Placci, ne acquistò gli avanzi e li trasformò in una casa con annesso oratorio; dotò questo ultimo di una rendita che, dopo la di lui morte, doveva servire al mantenimento di vedove povere. All’inizio del ‘900 la casa, segnata con il cn. 35, era di proprietà di tale Leonello Contini; nel giardinetto si esumarono, in quell’epoca, ossa umane perchè li si travava il cimitero della chiesa; in un piccolo fabbricato adiacente era ancora posta una lapide in latino che ricordava l’acquisto Placci e l’erezione dell’oratorio (che conservava ancora il prospetto, tra i ccnn. 35 e 37). I bombardamenti dell’ultima guerra hanno distrutto diversi fabbricati in Via Giuoco del Pallone tra i quali quelli edificati dove si trovava S. Maria di bocche (che possiamo ubicare di fronte all’attuale cn. 10 della via). Sulle aree già edificate è sorta l’attuale piazzetta intitolata al musicista ravennate Arcangelo Corelli (ma non sarebbe stato più suggestivo denominarla «Piazzetta di S. Maria di bocche?»).

Non mancano le memorie delle caratteristiche costruttive della chiesa e delle opere d’arte ivi conservate. S. Maria di bocche aveva una torre campanaria antichissima che rovinò in parte, a seguito del terremoto del 1570. La Chiesa aveva tre navate e l’altar maggiore era isolato. Nel corso dei restauri della fine del ‘500 venne aggiunto l’altare dedicato alla SS. Trinità; successivamente vennero costruite due cappelle laterali e un abside ampia. La torre campanaria venne rialzata e ornata di marmi tolti dalla soppressa «porta dei mesi» nel lato meridionale del Duomo. Secondo lo Scalabrini, tra i predetti preziosi marmi, si notavano: una statua di crociato con lo scudo e la spada in mano; due ruote perforate di marmo alle finestre: un capitello raffigurante la decollazione di S. Giovanni ed una statuetta con una figura con la croce, a cavallo. S. Maria di bocche custodiva: un Crocifisso in terracotta che la tradizione vuole abbia servito di modello al Crocifisso bronzeo del nostro Duomo; una tela attribuita al Bastarolo con Gesù Crocifisso, la Madonna e S. Giovanni e l’«Adorazione di Gesù nel presepio» del Surchi. Nella chiesa si ammirava, inoltre, un San Giobbe del Panetti circondato da alcuni quadretti con la vita di quel Santo, dipinti dallo Scarsellino, pittore che venne sepolto in S. Maria (come il di lui padre Sigismondo e il Coltellini, pure noti artisti ferraresi). Infine in S. Maria si trovava una tavola, pure del Panetti, raffigurante la Madonna in trono e quattro Santi: Sant’Antonio abate, S. Giobbe, S. Vito e S. Pietro da Verona. Questa ultima tavola, insieme a quella con S. Giobbe, si trovava, sino a primi anni del ‘700, nella chiesa di S. Giobbe, in fondo all’attuale Via Garibaldi. I due quadri, dopo la demolizione di S. Giobbe, nel 1708, erano stati trasportati a S. Maria di bocche dove rimasero sino alla fine del ‘700 (il Frizzi li ammirò colà nel 1787). Nei primi decenni dell’800 e cioè quando S. Maria di bocche andò in totale rovina, la tavola con S. Giobbe sparì e da allora non se ne seppe più nulla; quella con la Madonna e i quattro Santi venne acquistata da tale Nicola Zeloni e trasportata a Roma; passò poi nella quadreria Kaufmann.
Alcuni mesi fa la tavola venne messa all’asta a Como e provvidenzialmente l’acquistò la nostra Cassa di Risparmio; così, dopo tante peregrinazioni, il quadro e ritornato a Ferrara, splendida testimonianza dell’arte del Panetti e altresì unico ricordo di S.Maria di bocche.