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Tito Vespasiano Strozzi

Tito Vespasiano Strozzi

Nacque nel 1424. Figlio di Nanni Strozzi, è discendente da un ramo della famiglia degli Strozzi e di Costanza Costabili, la quale si trasferì al principio del Quattrocento da Firenze a Ferrara. Educato alla cultura umanistica e allo studio dei classici (come faceva presupporre il suo nome scelto tra quello di due importanti imperatori romani, Tito e Vespasiano), si formò nella scuola di Guarino de’ Guarino. Ebbe tre fratelli e diverse sorelle, tra cui Lucia, madre di Matteo Maria Boiardo. Fu un patrizio di Ferrara ed ebbe alcuni importanti incarichi nella magistratura civile: Cavaliere dal Duca di Ferrara nel 1473, Governatore di Rovigo e del Polesine tra il 1473 e il 1484 e infine Giudice dei Savi dal 1497 al 1505, incarico che poi cedette all’unico figlio Ercole. La figura di Tito Strozzi è ricordata per le sue composizioni come poeta umanista, in particolare raffinate elegie in latino e alcuni sonetti in volgare. Fu poeta di corte di Borso e Ercole I d’Este. Oltre alle poesie, scrisse anche epigrammi, sermoni e un poema epico intitolato Borsiade dedicato alla figura di Borso d’Este; inoltre fu anche autore di un volgarizzamento del De vita solitaria di Francesco Petrarca. La sua opera fu pubblicata dall’editore ed umanista Aldo Manuzio nel 1513, assieme alle composizioni del figlio Ercole, con il titolo di Strozii poëtae pater et filius.
Sposò Domitilla Rangoni, figlia del condottiero Guido I Rangoni.

Crediti: Artista ferrarese, placca bronzea con profilo di Tito Vespasiano Strozzi, 1500 circa (Autore fotografia: Sailko)