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Via Giuoco del Pallone

Via Giuoco del Pallone

Questa strada inizia in Via Carlo Mayr e termina il suo corso sulla Via delle Scienze.
Antichissima, una delle prime nate in città, nei secoli passati era denominata anche ‘Strada di Santa Maria delle Bocce o del Buco’ perchè fino a circa mille anni fa, questa via era un canale navigabile interno alla città sul quale era sorta codesta chiesa poi demolita.
Fino dal 1476, all’incrocio di questa strada, sulla Via Carlo Mayr, durante il giorno di San Giorgio, partivano delle corse di fanciulle che terminavano alla porta di Gusmaria, nei pressi della via omonima.
Il nome odierno è logicamente originario dal giuoco della palla che su questa via si pensa potesse essere praticato sin dai tempi più antichi.
Da notare su questa strada il Palazzo del Paradiso, delizia cittadina degli Estensi e oggi sede della Biblioteca Comunale Ariostea, che un tempo aveva il suo principale accesso proprio qui, dinanzi agli attuali uffici postali.
Poco distante, cioè al civico 29, vi è la casa che fu di un Ludovico Ariosto, zio del poeta suo omonimo e al civico 31 la casa di Nicolò, padre del poeta di corte.
Notevole il palazzo conosciuto popolarmente come ‘Casa Minerbi‘ o ‘Del Sale’ che il alcuni suoi locali interni conserva un ciclio pittorico di eccezionale importanza.
L’edificio fu eretto dalla famiglia Del Sale nella prima metà del ‘300 e forse fu un certo Tilbertus a Sale, notaio in città a volere questo edificio.
Lo stabile è noto per i suoi affreschi, raccolti nel salone delle Allegorie delle Virtù e dei Vizi, serie di pitture incentrate principalmente sul rapporto di dipendenza tra il ciclo ferrarese e quello dei primi del trecento realizzato da Giotto nello soccolo della Cappella degli Scrovegni di Padova.

Su Via Giuoco del Pallone si apre Piazzetta Arcangelo Corelli, perlopiù un parcheggio al giorno d’oggi ma in tempi antichi vi era un isoletta in mezzo ad una palude su cui sorse nel sesto secolo dopo Cristo la chiesetta di Santa Maria di Bocche (Boccacanale) e pochi secoli dopo, dinnanzi ad essa la parrocchiale di San Clemente, entrambi oggi distrutte e perdute.